Come pulire e tenere in ordine il freezer
Come marinare la carne: guida completa
Fare e conservare marmellate, sciroppi e sottoli
Vi dico subito che, se non riuscite a seguire quanto qui elencato, per via degli ingredienti o del tipo di preparazione, conservate i vasetti in frigorifero e consumateli molto velocemente. Ma veniamo a quello che bisognerebbe effettivamente fare per conservare il tutto a lungo.
Secondo consiglio, ricordatevi del botulino. Questo batterio porta con sè una percentuale di mortalità del 15-20% dei casi, dunque prestate attenzione! Normalmente i vasetti contaminati da botulino si riconoscono per la prenza di muffe, per il fatto che si crea una pressione all'interno del vasetto (vedrete il coperchio rialzato, o il vaso tenderà a "scoppiare" all'apertura) o per l'odore rancido del prodotto, ma non è sempre così! Dunque, bisogna combatterlo sul nascere. Due cose ci evitano il botulino: temperatura ed acidità. Ecco come regolarsi in base a quello che volete preparare.
Una volta messi i prodotti da conservare nei vasi precedentemente sterilizzati (bollendoli in abbondante acqua per 20-30 minuti), chiuderli con l'apposito tappo, anch'esso ben pulito, e procedere nuovamente alla sterilizzazione dei vasetti pieni.
Per verdure sott'olio:
Per verdure sottaceto:
Nessuna sterilizzazione necessaria qui, l'aceto conserva perfettamente le verdure ed evita qualsiasi muffa o contaminazione, ma continua a “cuocere” le verdure, che quindi non andranno consumate troppo in là nel tempo, per non trovarle eccessivamente molli.
Infine, al posto della sterilizzazione dei vasetti vuoti potete lavarli semplicemente con acqua, sapone ed abbondante candeggina (in modo particolare se non sono molto sporchi). Ricordate di sciacquare bene e di asciugare perfettamente prima dell'utilizzo, soprattutto per i sottoli.
Come addensare salse e sughi
Maizena (amido di mais) - fecola di patateBeh, parlo di entrambe le cose assieme perchè il risultato è identico. Maizena e fecola di patate sono ottime per addensare una minestra, sciolte prima in acqua per evitare grumetti, ma stop. Se vi trovate davanti ad un composto omogeneo ma liquido potete infatti pensare di usarli, ma se il composto è slegato (esempio, avete saltato zucchine e cipolla nell'olio per un sugo della pasta, ed invece di un sugo invitante vi trovate di fronte a qualche pezzetto di verdura che naviga nell'olio) evitate! Formerete infatti un composto tendenzialmente gelatinoso, abbastanza disgustoso, impresentabile sotto ogni punto di vista.
Farina
Splendida per i sughi di carne. La setacciate, la aggiungete (o vi rotolate i pezzetti di carne prima della cottura) e il gioco è fatto! E' l'ingrediente fondamentale ad esempio per la scaloppina al vino bianco (che trovate nel mio ricettario).
Burro

Goloso, golosissimo, ma poco addensante e decisamente molto calorico. Per non contare che il gusto cambia abbastanza, e se state facendo qualcosa di molto saporito il tocco dolce del burro non aiuta.
Panna
Come sopra. Tra l'altro diciamocelo, userete un intero vasetto di panna solo se cucinate per 50 persone. E, a meno che non sia il vostro caso, che ve ne fate del resto della panna? La lasciate marcire in frigo? E' poco pratico!
Latte
Lo adoro. Se avete letto le mie ricette, avrete notato che con i primi lo uso spesso. Prendete l'esempio del sugo con olio, zucchine e cipolle di prima. Ci aggiungete un goccio di latte, lasciate restringere senza mai far bollire, e ottenete una cremina fantastica. Provare per credere!
Colla di pesceHo scoperto su qualche blog di cucina che c'è chi ne usa un pezzetto in sughi e salse. Francamente, preferivo non scoprirlo. Ma come si fa? Usatela per aspic, per carne in gelatina, per le gelatine alla frutta... e vi prego fermatevi lì.
Acqua di cottura della pasta
Molto interessante. Evaporando lega bene gli ingredienti, grazie all'apporto di amido, ma senza creare la consistenza gelatinosa della maizena. Attenzione però al sale, ne apporta parecchio. E non aspettatevi miracoli, lega giusto quanto basta a dare un ultimo ritocco ad un sugo o ad una salsa già buona.
Questo quello che mi viene in mente. Mi raccomando, se avete altro da aggiungere commentate il post!
Consiglio per uno spezzatino morbido
Così, mossa dalla pietà per tutti coloro che si mangiano lo spezzatino stile cemento armato, scrivo questa nota. Si veda che non metto una ricetta dello spezzatino tra le mie ricette dei secondi, perchè lo spezzatino esattamente veloce non è.
Comunque sia, veniamo al consiglio di base: LA CARNE DEVE CUOCERE A LUNGO! Tutto qui, solo una cottura più lunga. Quando tirate fuori dalla pentola quei bocconcini di carne duri e fastidiosi, sappiatelo: con un'altra mezz'ora sarebbero diventati dei morbidissimi assaggi di ambrosia.
Lo spezzatino, infatti, non è cotto quando è cotta la carne ma è cotto quando è morbida la carne. Scusate il gioco di parole. Il mio ultimo spezzatino, per inciso, è stato in cottura lenta per 3 ore ed era favoloso, poi si è beccato altri 45 minuti di fuoco per riscaldarlo la sera successiva e semplicemente si scioglieva in bocca.
Ma chissà con che carne farà mai lo spezzatino lei, penserete. Polpa di bovino adulto, un banalissimo pezzo di muscolo di bovino adulto.
Se ancora non siete convinti, vi spiego più nei dettagli come procedo. Allora, tolgo la carne dalla confenzione (o la scongelo, se era in freezer) e la taglio a pezzetti. Se trovo qualche filamento duro, durante il taglio, lo tolgo. Non è che stia lì a scrutare troppo la carne però, non serve essere precisissimi!
![]() |
| Uno dei miei tanti spezzatini durante la cottura. La carne deve essere solo parzialmente coperta dal sugo. |
I pezzi li taglio circa la metà di quelli che si trovano già pronti al supermercato, così cuoce prima e meglio. Poi in una pentola preparo la base (di solito un soffritto di cipolla e carote), e quando questa è pronta butto la carne. Se ho fatto bene il mio lavoro, la pentola è bollente e la carne in pochissimo tempo si rosola fuori.
Solo quando ha i pori ben chiusi sfumo con del vino rosso, ed appena anche questo è evaporato inizio la cottura vera e propria: fuoco basso, coperchio aperto di poco, brodo aggiunto quando serve. Eventualmente passata di pomodoro E vado avanti così, immutabile, con una mescolata ogni 10 minuti, fino a che la carne non è morbida.
Volendo, verso la fine, aggiungo delle patate. Magari passate prima in microonde alla massima potenza per 5 minuti, così sono già mezze cotte.
Et voilà, niente di più facile! Fatemi sapere se vi riesce :)
I pericoli del pesce crudo
Gli italiani sono grandi (ma non grandissimi) consumatori di pesce: ne mangiano più di 21 chili pro-capite all`anno. Anche se i giapponesi, con i loro 70 chili sono lontani anni luce, l`Italia è pur sempre il 5° importatore europeo. Dal sashimi ai boquerones en vinagre, variante iberica delle nostre alici marinate, passando per i carpacci di tonno e pesce spada: un unico comun denominatore, vitamine, minerali, omega-3 e sapore restano intatti.
Ecco cosa bisogna sapere prima di acquistare, mangiare o preparare pesce crudo.
Anisakis - Il rischio di parassiti, anche se marginale, c`è. "L`Anisakis è una famiglia di parassiti che può infestare con le sue larve numerose specie ittiche, come sardine, aringhe, acciughe, sgombri, totani e calamari", spiega a Salute24 Giuseppe Arcangeli, del Laboratorio igiene prodotti della pesca dell`Istituto zooprofilattico sperimentale delle venezie. Simili a vermicelli filiformi, visibili anche a occhio nudo, lattiginosi e lunghi pochi millimetri. "Una volta ingerita, la larva spesso muore e non dà sintomi - continua l`esperto - in altri casi può provocare nausea, vomito, dolori addominali e febbre". I rischi, quando le larve sono tante, può aumentare, fino a dar luogo, in casi estremi, alla perforazione della parete gastrica.
Casi eccezionali. Parassiti e batteri, infatti, non sopportano il caldo e il freddo. Esiste una normativa europea (CE 853/2004) che obbliga i produttori e i negozianti a congelare tutto il pesce commercializzato (quindi anche il crudo) a -20 gradi per almeno 24 ore. Il trattamento del freddo vale anche per i prodotti che subiscono un`affumicatura "light", come aringhe, salmone e sgombri. Sicuri al 100%? Nel dubbio meglio saperne di più.
Sushi bar & co. - Un`inchiesta condotta l`anno scorso da Altroconsumo su 19 ristoranti giapponesi a Milano e Roma ha rivelato che solo in due casi nigiruzuchi e sashimi passavano l`esame-igiene. "Dei 19 piatti acquistati, solo in 3 casi il laboratorio ha accertato l’avvenuto congelamento del pesce previsto per legge - spiega Elisabetta Bianchi, tecnologa alimentare dell`associazione dei consumatori Altroconsumo -, oltre al fatto che in molti nigiri abbiamo riscontrato la presenza di un eccesso di riso rispetto al pesce utilizzato". Poca igiene, tracce di mercurio e pesce non freschissimo.
Crudità da asporto - Anche la passione per i frutti di mare può essere messa al sicuro. Ostriche, cozze, capesante e vongole devono per legge essere vivi e vitali al momento dell’acquisto. Come riconoscerli? "Le conchiglie devono presentarsi ben chiuse - ricorda l`esperta -, quelle aperte devono mostrare piccole contrazioni, ad esempio a seguito della stimolazione con una forchetta". E` bene acquistare i molluschi in confezioni chiuse e verificare la data di confezionamento, che per legge deve sempre essere riportata sull’etichetta della confezione. La conservazione deve avvenire a temperature di refrigerazione. "Inoltre, l’odore deve corrispondere a un gradevole profumo di mare - aggiunge Bianchi -, se sul fondo della confezione è presente del liquido deve essere limpido; non sono da acquistare mai molluschi sporchi di fango, di sabbia, di alghe o che siano immersi in acqua al momento dell’acquisto".
A casa - Tornati a casa con un cartoccio di alici o aringhe ci prepariamo a gustarli "nature", limone, poco sale, olio. "Attenzione, però, - dice Bianchi - perché la marinatura non fa piazza pulita dei parassiti, Anisakis compreso: aceto e succo di limone non devitalizzano le larve". Bisogna dire addio a queste delizie? "Tutt`altro, se la normativa viene rispettata non ci sono problemi - continua Bianchi - ma se vogliamo essere più tranquilli e non vogliamo rinunciare al nostro piatto possiamo congelare il pesce per un giorno nel frigo di casa". Anche se la cella-freezer di casa non raggiunge i 20 gradi sottozero, il metodo casalingo è il più efficace. Infatti, per neutralizzare tutti i pericoli, "la cottura andrebbe fatta ad almeno 60-70 gradi, per 10 minuti".
"In casa, facciamo attenzione agli strumenti che utilizziamo per pulire, lavare e sfilettare il pesce - ricorda Bianchi - pulendo sempre coltelli e recipienti dopo ogni operazione per evitare contaminazioni con altri cibi, come insalate o ortaggi".
Nel banco frigo, occhio all`etichetta, che deve riportare lo stato di conservazione. Dal pescivendolo "riconoscere il pesce fresco richiede attenzione ad alcune `caratteristiche` - spiega l`esperta -. L`occhio del pesce deve essere convesso, all`infuori, non piatto e infossato; le squame e la pelle devono essere brillanti e mai coperte da muco; se è possibile toccare il pesce, è bene dare uno sguardo alle branchie che devono essere di colore rosso vivo, senza presenza di muco, indice di un pesce non proprio fresco; infine l`odore - conclude Bianchi - che è sempre il primo segnale di una conservazione ottimale".
Cosimo Colasanto,
fonte: IlSole24Ore
Frutta brinata
Vi consiglio di realizzarla con fragole ciliege, uva, ribes, mirtillo, more e lamponi a seconda della stagione. Ad esperienza personale, nulla batte un bel ramettino di ribes rosso perfettamente brinato che si appoggia sul bordo di una torta sofficie alla crema. Eviterei il resto della frutta, se fossi in voi.
Se vi state chiedendo quanti e quali ingredienti vi serviranno, tranquillizzatevi. Oltre alla frutta basta un albume di uovo e dello zucchero. Con un pennellino ungete leggermente la superficie della frutta con l'albume (assolutamente non montato). Se utilizzate della frutta in grappolo assicuratevi di ungere anche questo, il risultato sarà ancora migliore!!
Immergete quindi la frutta nello zucchero, e sempre con delicatezza disponetela poi su un piano foderato di carta forno. Lasciate riposare, magari al freddo, fino al momento della decorazione.
Ovviamente in questo modo la frutta non potrà essere mangiata. Potete in sostituzione dell'albume d'uovo utilizzare il succo di limone, ma il risultato sarà più "fragile". Il vantaggio, va da se, è che così diventa tranquillamente commestibile.
Qualche consiglio in più? Alternate in una composizione frutta brinata e non, o frutta brinata e foglie autunnali. Ancora, per ottenere un effetto migliore, spolverizzate tutto attorno con dello zucchero a velo. Avrete l'effetto di una nevicata recente.
Guida all'uso dei bicchieri
Preciso che non esiste nessuna regola chiara e scritta, ma più che altro un insieme di usi e di ricercatezze estetiche che potrebbero sfuggire ad un occhio non allenato. Ovviamente, se trovate qualcosa che non vi torna, non esitate a correggermi! Non sono un Dio in terra, e neanche aspiro ad esserlo!!!! :)
Il vino bianco tende a meritare un bicchiere più allungato rispetto a quello rosso, con una pancia bassa che via via si restringe. Pare che questa forma particolare favorisca il contatto del vino con la punta della lingua, che ne valuta l'acidità.
Il vino rosso, invece, è di norma servito in calici rotondeggianti. Questi possono essere anche molto grandi ed importanti, perfetti per permettere al vino di ossigenarsi al meglio. Francamente adoro questi bicchieri in quanto sono particolarmente scenici, fanno insomma un figurone a tavola!!!
Infine, i bicchieri da birra.
Non vi presento nulla per le bevande analcoliche classiche. Almeno su questo, ci teniamo ognuna i nostri gusti e le nostre abitudini!!! Spero di non essermi dilungata troppo, ad ogni caso, ma come precisare tutte queste importanti attenzioni senza spendere qualche parola????
I vari metodi di cottura
Consiste nel cuocere il cibo grazie al calore umido dell'acqua in ebollizione, evitando il contatto diretto con l'acqua.
Si usa perchè evita o limita l'uso di condimenti, non si perdono le vitamine e i minerali dei cibi grazie alle temperature relativamente basse e il cibo mantiene tutto il sapore e l'aroma.
Fra gli ortaggi, i migliori risultati si ottengono con patate, verdure in foglia, zucchine, fagiolini e asparagi. Fra i pesci, scegli spigole, orate, naselli o crostacei. E' stata a lungo sottovalutata, salvo poi essere diventata quasi "di moda" a seguito della diffusione dei ristoranti cinesi che così cuociono i loro ravioli.
Basta un economico cestello di acciaio inox da mettere in una pentola con un po' d'acqua in modo che non bagni il fondo del cestello. Porta l'acqua ad ebollizione con la pentola coperta e poi versa nel cestello i cibi.
I tempi di cottura indicativi sono: 20 minuti per le patate tagliate a pezzetti e 10-15 minuti per zucchine, spinaci, fagiolini. Per il pesce servono circa 15 minuti.
Cottura con la pentola a pressione
La pentola a pressione è una pentola che, con una speciale valvola, blocca la fuoriuscita di vapore permettendo una cottura accelerata grazie alle alte temperature che si generano all'interno.
Si usa perchè si risparmia molto tempo e il consumo energetico è particolarmente ridotto.
La cottura di questo tipo è ottima per patate e cereali (non danneggia le loro qualità e anzi li rende più digeribili), legumi (distrugge le sostanze nocive che si possono trovare nei semi crudi), spezzatini e bolliti. Viene comunemente utilizzata per ottenere il brodo di carne dai bolliti. Per le verdure non è adatta perché la perdita di vitamine è elevata.
Per una cottura perfetta metti un bel po' d'acqua nella pentola, chiudi e procedi a temperatura alta fino a che si raggiunge la pressione giusta (e come mi insegna mia mamma la pentola va in pressione e "fischia"), poi a fiamma bassa. A cottura ultimata, lascia raffreddare la pentola prima di aprire.
Da quando la pentola va in pressione, 10-15 minuti per le patate intere, 30-40 minuti per i fagioli, 20-25 minuti per il pollo, 40-45 minuti per il riso integrale.
Cottura in forno al cartoccio
Consiste nel cuocere il cibo in forno, avvolto nella carta da forno di alluminio. In alternativa si puo' chiudere una pirofila monoporzione con dell'alluminio, permettendo cottura di cibi più complessi o voluminosi da portare poi direttamente in tavola.
Si usa per sfruttare contemporaneamente sia la salutare cottura al forno, che quella al vapore che si forma all’interno dell’involucro.
E' eccellente per il pesce per il quale si potrà usare meno olio del solito: il pesce si cuocerà anche nel suo stesso grasso utilizzando la sua umidità naturale. Per dare un tocco profumato, potrai scegliere di aggiungere le tue spezie o erbe preferite.
Preriscalda il forno a 180°-200°, avvolgi bene il cibo nella carta eventualmente con erbe aromatiche, cipolla o aglio ed eventualmente poca acqua, ripiega più volte i bordi e metti il cartoccio nel forno. Servi il cartoccio direttamente sul piatto.
I tempi di cottura variano notevolmente: se un filetto di pesce da solo necessita appena di 5-6 minuti, quando il cartoccio è fatto coprendo con l'alluminio una piccola pirofila da forno con un filetto di pesce su letto di patate si arriva a 25-30 minuti. Per ogni ricetta che vi inventate cercate quindi di avere buon occhio e controllare di tanto in tanto.
Brasato o stufato
È la cottura “in umido”: dopo aver rosolato il cibo in olio o burro, lo si cuoce lentamente in una casseruola coperta con brodo o vino.
Si usa perchè a fine cottura l'alimento risulta morbido e saporito.
E' consigliata per molti cibi, tra cui: manzo, vitello, pollo, coniglio, faraona, capriolo, cinghiale, cervo, anguilla, cernia, baccalà, carpa, zucchine, cavoli, fagiolini, porri, finocchi, carote, patate, rape, fagioli, piselli, funghi.
Taglia il cibo in pezzetti e rosolalo in padella con olio extra vergine d’oliva. Nel frattempo scalda il brodo nella casseruola e aggiungi poi la carne. Eventualmente nella casseruola puoi far rosolare sedano, carota e cipolla prima di aggiungere la carne. Copri con coperchio e fai cuocere a fuoco basso aggiungendo un po’ di liquido se il cibo si asciuga troppo.
I tempi indicativi sono: per il manzo 2 ore–2 ore ½, per pollame, vitello e maiale 40-50 minuti.
Grigliata
La cottura avviene attraverso il calore del fuoco. Serve una griglia di metallo, o una pesante piastra in ghisa, su cui appoggiare il cibo e una fonte di calore proveniente da carbonella, legna, gas o elettricità.
Si usa perchè è veloce e il cibo acquista un sapore straordinario: incredibilmente gustoso e stuzzicante soprattutto se si preferisce la legna e più in particolare quello aromatico e profumato.
E' consigliata per manzo (specialmente filetto, costata e lombata), maiale (in particolare braciole e costine), pesci a tranci e crostacei, melanzane, zucchine, peperoni, pomodori e cipolle.
Fai scaldare il metallo della griglia per qualche minuto e ungi il cibo con un po' d'olio prima di cominciare la cottura: in questo modo eviterai che si attacchi. Sala a fine cottura e mantieni la carne preferibilmente ben unta.
I tempi di cottura dipendono moltissimo dallo spessore del cibo e dai gusti personali: c'è chi ama la carne al sangue e chi ben cotta. In generale il pesce ha tempi di cottura più brevi.
Bollitura in acqua
Consiste nel cuocere il cibo immergendolo nell’acqua ancora fredda o quando già bolle.
Consente di evitare l'aggiunta di condimento, anzi spesso ha un effetto sgrassante sui cibi, ma comporta una sensibile perdita di sali minerali, in parte recuperabili dal liquido di cottura. Il suo peggior difetto è quello di restituire cibi poco gustosi e piacevoli, da arricchire quindi in un secondo momento.
E' consigliata per paste, risi, minestre, carne di manzo, vitello, gallina, quasi ogni tipo di ortaggio, spigola, nasello, muggine e trota.
Fai cuocere pasta, riso e carne in acqua salata bollente e molto abbondante. Per la verdura, segui il “consiglio della nonna”: sotto terra acqua fredda, fuori terra acqua calda. Cioè: tuberi, radici e bulbi vanno immersi quando l’acqua salata è ancora fredda, mentre le verdure che crescono fuori terra vanno immerse in acqua salata già bollente.
La cottura varia dai 10 ai 30 minuti per le verdure. Per un pesce di medie dimensioni circa 20 minuti. Per la carne, dalle 2 alle 3 ore.
Cottura a bagnomaria
Il calore viene trasmesso al cibo grazie al contatto con l'acqua bollente e non direttamente dai fornelli.
Si usa perchè consente un controllo molto accurato della massima temperatura raggiunta dal fondo della padella.
E' riccamente utilizzata. Sul fornello, si possono cuocere salsa bernese, olandese, zabaione, crema inglese. Nel forno: crème caramel, panna cotta. È inoltre indicata per sciogliere il cioccolato, il burro o per preparare in forno delicati sformati.
Metti il recipiente con l'alimento da cuocere dentro ad un recipiente con l'acqua a una temperatura prefissata (da 80 a 95°). A seconda del tipo di preparazione, la cottura è fatta sul fornello se si deve mescolare frequentemente, al forno se non si deve mescolare.
Generalmente si capisce se il cibo è pronto quando, a seconda dei casi, diventa liquido (es. burro, cioccolato) o si rapprende (es. zabaione).
Frittura
Si intende il cuocere gli alimenti in grassi animali o vegetali ad elevate temperature (160-180°).
Il risultato è squisito: morbido all'interno e dorato e croccante all'esterno. Bisogna tenere conto però, che l'apporto calorico è elevato e il cibo non è facilmente digeribile.
E' consigliata quasi per tutto: pesci, molluschi, crostacei, manzo, vitello, pollo, patate, molte verdure, dolci.
È possibile friggere al naturale, con un'infarinatura, un'impanatura (prima di friggerlo, passa l'alimento nell'uovo sbattuto leggermente salato e poi nel pangrattato) o con la pastella (fatta secondo le varie ricette e le necessità. Per un'idea di pastella clicca qui o qui). Puoi usare l'olio extravergine di oliva, di arachidi, burro o strutto. L'olio deve essere sempre molto abbondante. Un accorgimento: non mettere i cibi troppo vicini tra loro se no si attaccano.
La cottura va da pochi a 10 minuti.
I testi di base sono stati ricavati dal sito della Buitoni, e modificati o integrati in base alle mie personali esperienze.
L'utilità del soffritto: come non perdere troppo tempo
Tuttavia, pure farlo ogni volta non è che sia una passeggiata! Chi ha sempre in casa un poco di cipolla, delle carote e soprattutto del sedano??? E quanto tempo di perde per tagliare piccoli piccoli tutti gli ingredienti??? Per non parlare di quanto si dovrebbe sporcare un mixer elettrico!
Vi propongo, nel caso già non lo facciate, un trucchetto pratico pratico per avere sempre a portata di mano un bel soffrittino perfetto. Voi comprate tutto quanto quando magari è in offerta, o in buona quantità dall'ortolano così vi fa uno sconticino... :) Armatevi di mixer elettrico o di tanta buona voglia, e sminuzzate bene il tutto. Io di solito faccio 1 cipolla ogni 2 carote medie ed una gamba di sedano, più mezzo spicchio di aglio... ma insomma, vedete voi!
Sparpagliate il composto una volta tagliato su un canovaccio da cucina pulito, e lasciate che si asciughi bene un paio d'ore. Solo poi mettetelo in un vasetto di vetro, chiudete e lasciate in freezer. Avrete così un soffritto pronto all'uso, da buttare nella padella calda a cucchiaini. E visto che avrete lasciato asciugare bene il soffritto, avrete tanti granellini surgelati e non un unico pacco.
Scegliere il coltello giusto
Vi sono poi tutta una serie di mezzelune, coltellini da grana, coltelli da macellaio e quant'altro, con un'infinità di usi specifici che mi è ben difficile sintetizzare qui. State tranquille però, sono talmente singolari che ben difficilmente vi troverete a doverli usare!
Passiamo ai materiali. Un buon coltello ha innanzi tutto un'impugnatura antiscivolo, per evitare pericolosi errori, compatta e proporzionata alla lunghezza dello stesso. Ma fondamentale è il materiale della lama. I comuni coltelli da cucina sono in acciaio inox, o meglio dovrebbero essere in acciaio inox. Anche quando troviamo questa dicitura infatti abbiamo ben poce certezze: fino ad ora non ho mai trovato un coltello realmente inossidabile infatti, e se notate bene nessuno vi darà mai garanzie sulla cosa. Ah, l'Italia!
Argomento a parte sono i coltelli in ceramica. Ammetto che ne sono innamorata: sono belli, eleganti, affilatissimi e molto pratici. Con lo stesso coltello potete tagliare tutto, tengono il filo per una vita e non riportano gli odori da un cibo all'altro. Si lavano in un attimo e non si ossidano mai. I problemi di questa meraviglia, però, sono due: un coltello in ceramica costa una tombola, e soprattutto va trattato con cura. Puo' sbeccarsi tagliando il pane con troppa crosta, per intenderci, e se cade per terra è un vero e proprio disastro. Fate bene i vostri conti!
Poi, importantissimo è l'uso del coltello. Per tritare rapidamente i cibi, magari le verdure, è bene ad esempio usare la punta come perno ed impugnarlo saldamente. Per sfilettare il pesce il coltello non deve essere assolutamente mosso troppo: la carne del pesce è molto morbida ma spesso poco compatta, quindi cercate di far scorrere il coltello semplicemente vicino alla spina dorsale dell'animale. Per affettare il pane invece la pressione deve essere leggerissima, e si muove il coltello "avanti e indietro" sfruttando la sua lama seghettata.
Ultimo ma non meno importante, il movimento per affettare cibi come le cipolle. La mezza cipolla va afferrata con 4 dita, poste allineate sopra di essa per non farla muovere. L'unghia si conficca quasi nella cipolla, ed il coltello scivola sull'unghia perfettamente verticale prima di tagliare. In questo modo, con il pollice ben arretrato rispetto alle altre dita, la mano si muove decidendo lo spessore della fetta ed il coltello segue. Con un po' di pratica sarete precisissime e molto veloci.
Infine il problema del filo. Che fare se il coltello non taglia? Beh, in giro troverete infiniti attezzini per affilare i coltelli, nel caso non siate capaci di farlo a mano con due lame, ma prima di dare la colpa al venditore di coltelli forse dovreste farvi un esame di coscienza. Avete comprato un coltello di buona qualità? Se siete ricorse al "meno caro di tutti", la colpa un poco è vostra: che pretendete da un coltello cinese da sottomarca? E poi, usate per caso taglieri in plastica? Quelli sono orrendi, oltre a riempirsi di odori assurdi rovinano la lama del coltello in pochissimo tempo. E state attente a cosa tagliate? Se usate un coltello a lama liscia per il pane, è ovvio che non dura!
Olio per friggere
Partiamo dall'essenziale, l'olio per friggere. Chi vi dice che si frigge solo con l'olio extavergine di oliva non capisce nulla, fidatevi. Perchè con questo olio si friggono solo cibi con un gusto scarso, che quindi accolgono di buon grado il gusto aggiunto dall'olio. Tuttavia, per una carne molto saporita vi consiglio di preferire l'olio di semi. Eviterete in questo modo spiacevoli contrasti in bocca. Al contempo, il pesce ha un gusto talmente delicato che merita di essere protetto. Anche in questo caso quindi preferite l'olio di semi ed il suo gusto delicato.Capitolo a parte è l'olio "per friggere". Altro non è che un oliaccio piuttosto schifosetto, che francamente vi consiglio di evitare in ogni caso.
C'è poi il problema della temperatura. Quando l'olio è abbastanza caldo da iniziare a friggere? Personalmente, conosco due metodi infallibili. Primo, buttate delle briciole di pane: se friggono, è ora. Secondo, dotatevi di un cucchiaio di legno: se immergendolo nell'olio si formano delle piccole bolle, di nuovo, è ora. Se invece vedete il vostro olio fumare, buttate via tutto e riprovate perchè si è bruciato.
Ultimo ma non meno importante, il tocco finale. Vi prego e vi scongiuro, state attente a come trattate i cibi fritti. Vi consiglio di togliere una prima parte dell'olio depositandoli su uno strato di carta da cucina. Ma non è tutto! Per un effetto perfetto i passaggi nella carta da cucina devono essere due! Sennò vi resta in bocca un sacco di olio!!!! Fidatevi della vostra amica, provate e mi direte!






